Portulaca o Porcellana

La Portulaca è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Portulacacee (Portulaca olearacea e Portulaca sativa) detta anche “porcellana” o “porcacchia”.

La Portulaca è molto antica e coltivata e consumata più di duemila anni fa. Si pensa sia originaria dell’India o forse dell’America meridionale, è diffusa oggi in gran parte del mondo, ma è trascurata perchè viene spesso considerata un’erbaccia.
Gli antichi Romani l’apprezzavano invece molto sia dal punto di vista alimentare che da quello terapeutico e magico. Plinio il Vecchio, infatti, la riteneva utile per combattere le febbri e per togliere il malocchio a persone ed animali.

Usata per curare dissenteria, enterite acuta, emorroidi ed emorragie post-partum. Negli ultimi anni sono state scoperte notevoli proprietà nutritive e medicinali: è una delle migliori fonti vegetali dell’acido grasso omega-3 (importanti per la prevenzione di attacchi cardiaci), α-linolenico, possiede un elevato contenuto di proteina cruda e di polisaccaridi idrosolubili.

Un impacco di foglie è usato in caso di foruncoli, punture d’api ed eczema.

Portulaca

Portulaca

Presente allo stato spontaneo nei nostri orti, viene consumata da tempi remoti nelle regioni mediterranee. Le foglie dal sapore acidulo, crude o cotte, si consumano in insalata; sono utilizzate per preparare minestre saporite e rinfrescanti, si possono conservare sottaceto. Nella cucina napoletana era un tempo raccolta insieme alla rucola da piante che crescevano spontaneamente, e venduta da ortolani ambulanti. Rucola e pucchiacchella erano un binomio quasi inscindibile tra gli ingredienti dell’insalata.

Raccolta e conservazione
La portulaca fresca si conserva a lungo in frigorifero; cotta, si può congelare, ma dopo lo scongelamento è preferibile consumarla nella minestra o nel passato di verdura.

Usi in cucina
Ha un gradevole sapore aromatico, un po’ acidulo e consistenza abbastanza mucillaginosa.
Le foglie più giovani e tenere, raccolte in estate prima della fioritura, si consumano sia crude, in insalata, sia cotte nelle minestre oppure conservate sott’olio.
Il miglior modo per gustare questa piantina, preferendone i germogli teneri e le foglioline, è in insalata cruda, condita semplicemente con olio e sale o con condimenti più forti come yogurt o mostarda, oppure mescolandola ad altri ortaggi come menta, crescione, pomodori e basilico.
Ci si fanno degli ottimi Gnocchi
Si può gustare anche cotta e a questo fine di solito si può usare tutta la pianta (escluse le radici).
Tuttavia da cotta, la portulaca assume una consistenza mucillaginosa non a tutti gradita: per ovviare a questo inconveniente, dopo la cottura, la si può mescolare ad altre verdure dal sapore robusto (cotte separatamente).
Ottima anche fritta in padella, dopo averla immersa nella pastella o dopo averla infarinata, passata nell’uovo sbattuto e nel pane grattugiato.
E sempre cotta, si accompagna bene ai formaggi, uova sode, pane e tutti quegli ingredienti che assorbono, o utilizzarla nelle frittate.

2 Commenti

  1. grazia ha detto,

    17 Agosto 2009 a 16:06

    a quale ordine appartegono le Portulacacee?


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