Per i nostri “vicini” degli orti sociali, diciamocelo, non ho mai avuto una grande simpatia, ma col tempo ho avuto modo di ricredermi su molti “ortolani” che invece si sono rivelati non solo simpatici ma anche generosi e curiosi nei nostri confronti. Sono nate delle belle amicizie che “coltiviamo” a suon di scambi di consigli, peperoni, melanzane e zucchine.
Alcune “mele marce” però ci sono comunque e come può testimoniare questa foto non c’è alcun limite all’ignoranza!

Gli incivili sono fra noi.
Alcuni dei nostri vicini più immediati sono dei maleducati incivili che gettano ogni sorta di immondizia in mezzo ai nostri orti, non hanno alcun rispetto e nemmeno il coraggio di farsi vedere, infatti aspettano la sera per compiere le loro infami gesta.
Sappiate che gli incivili sono fra noi, sono esseri meschini che per l’oscena pigrizia di non fare 50mt e gettare negli appositi cestini le loro scorie, preferiscono avvilire il lavoro di volontari e lavoratori che quotidianamente si sforzano di ridare dignità al lavoro e alla terra.
Sono schifata.


Augusta ha detto,
24 luglio 2009 a 14:29
Ciao Anna, siamo Augusta e Lea del gruppo delle castellane, abbiamo deciso di scriverti sul sito per condividere anche con gli abbonati alcune nostre considerazioni.
Dopo che ieri sera sei stata così gentile da dedicarci tanto tempo a raccontarci del progetto Orti Solidali noi siamo rimaste fino alle ore piccole a parlarne e riflettere sulla piccola/grande forse immensa rivoluzione che tu, con il tuo progetto e con tutte le persone che stanno collaborando con te, state realizzando.
Ci dispiace moltissimo di non averti conosciuta prima e di non aver potuto partecipare in prima persona sia come abbonate che come volontarie ( ne riparleremo quando cominceranno i lavori per i nuovi orti ) ma comunque da adesso vogliamo contribuire e diventare anche noi parte attiva di questo progetto che nella sua semplicità sconvolge ogni regola di sudditanza alla mentalità consumistica.
Noi tutte pensiamo che non sia solo la mafia a mietere vittime e a far vivere male anche tutti i semplici cittadini, da quelli che si scontrano tutti i giorni con le cose che non funzionano per colpa di chi dovrebbe fare i nostri interessi e invece fa solo i propri, spesso corrotti, fino a chi si ritrova a pagare il pizzo per sopravvivere.
Pensiamo che la Bayer o la Monsanto non siano affatto diverse dalla mafia, perché rendono la vita di tutti noi un incubo, perché hanno il potere sulla cosa di cui nessuno può fare a meno: il cibo.
Mangiare non è una scelta, non se ne può fare a meno per vivere, ma il fatto che sia così difficile e costoso accedere a del cibo sano ( anche se è talmente entrato nella normalità quotidiana che non ce ne rendiamo più conto ), è una raffinata schiavitù.
Anche non entrando in merito alla questione delle malattie e delle morti causate dal cibo e dall’aria avvelenate, ovvero dei lenti omicidi ancora non riconosciuti ma ben reali, presenti e drammatici, resta il fatto che proprio come la mafia, anche i detentori del potere sul mercato e la produzione del cibo, ci fanno pagare continuamente il pizzo semplicemente per vivere, per avere il nutrimento essenziale per vivere, convincendoci che solo loro possono fornircelo. Anzi fanno di più: fanno fare ai governi delle leggi affinché sia legale solo il loro cibo! Lo fanno ogni giorno, in tutti i paesi del mondo e ci stanno riuscendo.
Abbiamo pensato a tutto questo e abbiamo voluto scriverti che per noi anche tu e le persone che partecipano al progetto siete degli eroi silenziosi che fanno la differenza.
Cara Anna, con la tua scelta di vita, con quello che stai offrendo a tutti noi per rendere possibile fare una scelta a nostra volta, restituendoci la terra e i suoi prodotti direttamente in mano, pensiamo che stai facendo qualcosa di coraggioso ed importantissimo. Per noi è questa la vera rivoluzione. Abbiamo capito che la tua scelta non è solo di realizzare il progetto in sé ( che già sarebbe più che lodevole ) ma è di realizzarlo in modo completamente sostenibile, ai margini della società consumistica. Inoltre la tua stessa vita quotidiana è una scelta così coerente con il tuo progetto da averci convinte ad aderire in toto. Per adesso pensiamo di fare una piccola donazione con una parte dei fondi dell’associazione perché sappiamo quanto è dura trovare finanziamenti quando si lavora senza nessuna “protezione” dall’alto, ma non vogliamo limitarci ai soldi, vogliamo essere attive.
Il “come” aderire ce lo dirai tu di volta in volta, noi abbiamo deciso di seguirti e di diventare membri attivi da subito. Le difficoltà piccole e gigantesche che hai incontrato e che continui ad affrontare tutti i giorni non ti hanno spaventata finora e sappiamo che non ti spaventeranno ( siamo rimaste molto colpite da come sei riuscita a superarle spesso da sola ) ma ti offriamo comunque appoggio, sostegno e tutto quello che potremo fare.
Un grazie a te, a chi collabora al progetto, a chi ci lavora, agli abbonati e a chi ti aiuta per questa opportunità reale che ci dai di ribellarci agli interessi stratosferici di pochi per ritornare alla nostra sacrosanta sovranità alimentare.
Per noi, per i nostri figli, per tutti.
Augusta, Lea, Alessandra C., Alessandra F., Roberta, Lorain, Giusy, Paola, Valentina.
ortisolidali ha detto,
25 luglio 2009 a 10:12
Che dire?! Grazie a tutte, io faccio solo quello che mi sento, sono felice se troveremo il modo di andare avanti assieme. Un abbraccio forte.
Anna
Lorenzo Eleuteri ha detto,
17 dicembre 2009 a 23:52
Cara Anna,
mi chiamo Lorenzo, sono uno chef di cucina molto attento a tematiche ambientali, rispettoso dell’ambiente e voglio contribuire, anzi, insegnare apiu’ gente possibile come e quanto sia importante valorizzare l’ambiente che ci circonda utilizzandolo nella maniera piu’ giusta e tutelandolo proteggendolo.
Posseggo un interessante appezzamento di terra tra Grottaferrata e Rocca di Papa che vorrei utilizzare per cominciare una coltivazione bio che sosterra’ in primis il mio ristorante a km 0 che sto’ per aprire…..ho bisogno del tuo aiuto, io penso che potrebbe essere un progetto utile in quanto funzionerebbe da vetrina per l’imprenditorialita’ ristorativa come alternativa conveniente per il futuro.Ti pregherei di considerare il mio appello quantomeno per un consulto verbale, ne sarei molto soddisfatto e motivato.
Nell’attesa ti invio i miei piu’ cordiali saluti.
Lorenzo Eleuteri