Abbonamento annuale o stagionale?

Il Progetto Orti Solidali non è un G.A.S.

Non si tratta di un gruppo di persone o una associazione che raccoglie i diversi prodotti dalle aziende agricole del circondario per comporre delle cassette da distribuire ai soci che ne fanno richiesta.

Il Progetto Orti Solidali è una sfida diversa.

E’ il contatto diretto con il cibo che mangiamo, è il rapporto diretto con il proprio orto. Ogni cassetta corrisponde ad un orto, quando si sottoscrive l’abbonamento si sta affidando ad un ragazzo utente della casa famiglia il compito di coltivare, raccogliere e portarci a casa, in giornata, i prodotti del nostro orto biologico.

E’ il nostro orto familiare, possiamo decidere cosa e quanto seminare delle diverse varietà di ortaggi.

E’ coltivato secondo i cicli naturali, dunque se semino oggi dei pomodori li potrò raccogliere fra non meno di 100 giorni e non li posso certo seminare in qualsiasi periodo l’anno! Il pomodoro è una pianta che ha bisogno di caldo, i suoi frutti maturano sani solo in estate, dunque li devo seminare in primavera.

Per questo motivo chi sottoscrive un abbonamento stagionale (13 settimane corrispondono a 3 mesi) non ha la possibilità di scegliere che varietà coltivare nel proprio orto, perché semplicemente non farebbe in tempo a riceverne i frutti, quindi scegliamo noi le varietà più comuni.

Però è evidente che non tutti godono delle medesime condizioni economiche e non tutti vivono a Roma per tutto l’anno, dunque l’abbonamento stagionale ci è sembrata una buona soluzione per chi non può ricevere il fresco tutto l’anno ma ci tiene a mangiare sano e partecipare alla sfida.

Perché è una sfida?

Il contratto di abbonamento viene stipulato direttamente tra l’associazione Il Tetto Casal Fattoria ONLUS e la persona che riceve i prodotti, senza intermediari.

La delegata dell’associazione per il Progetto Orti Solidali è Anna Satta, segue ogni aspetto agronomico e si fa carico personalmente della responsabilità di onorare gli accordi con gli abbonati.

In questo progetto l’associazione è come un cuscinetto fra il mercato dei consumatori e la situazione di disagio sociale dei ragazzi stranieri che, da soli, non avrebbero molte opportunità di trovare lavori dignitosi e in regola.

La sfida per l’associazione è cercare di trovare abbonati in modo da tutelare i ragazzi che lavorano, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista umano.

Questo progetto non è solo un mero scambio di merci (io pago, tu mi dai i prodotti) ma è un piccolo esperimento di riavvicinamento fra tre realtà lontanissime: la prima è il mercato alienato del cibo che è diventato merce, prodotti, trasporti planetari, prezzi incongrui ed i suoi consumatori più o meno consapevoli e assuefati; la seconda è la realtà delle coltivazioni in campo, dei cicli naturali, dei ritmi biologici non forzati; la terza realtà è la convivenza civile, pacifica e arricchente fra persone di culture differenti, nel rispetto reciproco e nella dignità di tutti.

La sfida per chi si abbona agli orti è di ritrovare la dimensione spontanea del tempo e delle stagioni, saper godere del cibo naturalmente gustoso, dai valori nutritivi ritrovati.

La medicina più semplice e immediata per il nostro corpo è il cibo, non aver cura del cibo che si mangia corrisponde a non aver cura del proprio corpo e della propria salute.

La situazione ideale sarebbe che ognuno si coltivasse da se il proprio cibo, ma ormai in città ci siamo allontanati troppo dalla terra e poi è giusto che si abbia più tempo per fare altro!!!

Gli orti solidali sono la sfida più ambiziosa nella loro semplicità: una sola persona si occupa di coltivare il cibo di più persone come fosse il proprio, con cura, competenza e passione.

Tutto l’anno.

3 commenti

  1. Catherine Leclercq ha detto,

    1 marzo 2009 a 19:56

    ciao Anna!
    Spero proceda tutto bene e che il corso sia andato bene oggi.
    Volevo sapere come funziona per confermare l’adesione e firmare il contratto. Ci contatti tu? Spero di essere nella lista dei 60 fortunati!!
    Ci dici tu se domani si può andare a lavorare nei campi?
    Buona serata
    Catherine

  2. ortisolidali ha detto,

    2 marzo 2009 a 22:13

    Ciao Catherine,
    basta che torni alla home di questo blog e troverai risposta alle tue domande. :)

    Anna (datemi una pagaia)

  3. simonetta ha detto,

    9 giugno 2010 a 14:59

    mi sembra davvero una bella iniziativa.. penso che aderisco!
    volevo anche stampare il volantino da attaccare nell’azienda dove lavoro ma nn ho trovato dove stà…. esiste?
    saluti
    simonetta


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